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La Magica allunga la scia di vittorie battendo i nerazzurri

La Roma supera 1-0 l’Inter in un match disputato allo stadio San Siro di Milano. Inzaghi, dunque, cade ancora, per la terza volta consecutiva e senza segnare neanche un gol tra campionato e Coppa dal febbraio 2012, frenando bruscamente la corsa per il secondo scudetto consecutivo. Dopo il gol annullato ai nerazzurri nei primi minuti di partita, A decidere la partita il gol di Soulé al 22′.

I giallorossi hanno poi attaccato per gran parte del primo tempo, sprecando diverse occasioni da gol piuttosto nitide. Un gol di Soulé al 22′ gela San Siro e infligge all’Inter la seconda sconfitta di fila in campionato dopo quella di Bologna. Soulé, il migliore in campo dei suoi, trova una zampata vincente a due passi da Sommer. La Roma, invece, porta a casa tre punti pesantissimi proprio in chiave Champions: i giallorossi momentaneamente agganciano il Bologna al quarto posto con 60 punti in attesa delle partite dei rossoblù, della Juventus e della Lazio. Primo tempo che vede protagonisti i nerazzurri che partono fortissimo ma la Roma si difende bene e riparte ancora meglio in contropiede. I giallorossi con lo scorrere del cronometro prendono poi campo e fiducia e alla fine sbloccano il risultato al 22′ con Soulé, il migliore in campo dei suoi, con una zampata vincente a due passi da Sommer. La Roma sfiora anche il raddoppio a più riprese con Cristante, Shomurodov e Pellegrini. L’Inter si salva, ma non riesce a trovare spazi nell’attenta difesa giallorossa con il solo Arnautovic pericoloso nel finale di tempo.

Inzaghi perde per infortunio Pavard sostituito da Bisseck. Nella ripresa, l’Inter si riversa in attacco alla ricerca del pari ma lascia autentiche praterie alla Roma in contropiede. La squadra di Ranieri, però, fallisce una quantità industriale di occasioni con Pellegrini, Pisilli e Dovbyk più volte. Nell’Inter si rivede anche Dumfries, che si rivela tra i più pericolosi insieme a Barella. Ma i nerazzurri sembrano stanchi e poco lucidi, ci provano anche Calhanoglu e Arnautovic ma senza fortuna. Queste le dichiarazioni rese da Inzaghi: “Questo è il calcio, in questa settimana veniamo da tre sconfitte che fanno male. La squadra ha provato, anche se senza lucidità.”

I Partenopei battono il Monza

Gli azzurri trionfano a Monza 1-0, grazie al gol di Scott McTominay, arrivato nel finale di secondo tempo. Con questi tre punti la squadra di Conte sale a 71 punti agganciando, momentaneamente, l’Inter, impegnata domani al Dall’Ara contro il Bologna, in testa alla classifica. Rimane invece ultimo con 15 il Monza di Nesta.

Primo quarto d’ora con possesso palla degli ospiti che non trovano però sbocchi verso la porta avversaria. Al 17′ punizione da molto lontano di McTominay, da posizione centrale. Turati la vede all’ultimo e sventa in tuffo. Un minuto dopo ancora il centrocampista scozzese tenta un tiro-cross deviato da Caldirola, con palla che termina di poco oltre la traversa. Al 20′ tentativo di testa di Rrahmani su azione d’angolo con palla larga di poco.I brianzoli, hanno una chance con Castrovilli, che supera Marin sulla destra e penetra in area.L’ex Fiorentina prova l’esterno destro sul secondo palo da posizione abbastanza defilata, con palla larga di pochissimo. Al 40′ tiro di Politano dalla destra deviato, la palla vola verso Lukaku a centro area, il belga non colpisce bene e Turati para senza particolari problemi.

A inizio secondo tempo grande opportunità per il Napoli.Politano viene innescato da Raspadori e viaggia a tu per tu verso Turati. Mancino incrociato dalla sinistra dell’area, con una forte pressione di Caldirola in rimonta alle sue spalle, il portiere del Monza salva. Al 72′ arriva il gol partita di McTominay.Cross dalla sinistra di Raspadori, lo scozzese è solo in mezzo, con Turati che esce male nel tentativo di anticiparlo col pugno.Il centrocampista azzurro va di testa in anticipo e mette in rete a porta vuota.Nel finale Simeone va al tiro e Turati lo para ma è tutto inutile perché l’argentino è in fuorigioco.Nei tre minuti di recupero chance per Caprari con un destro a giro murato dalla difesa ospite. Termina quindi 0-1.Il Napoli torna a mettere sotto pressione l’Inter e non molla il sogno scudetto.

Solo un pareggio per gli Azzurri

Allo Stadio Castellani si conclude con il risultato 2-2 e con un punto a testa la sfida salvezza tra l’Empoli e il Venezia. Un risultato che aiuta poco le due squadre, che rimangono appaiate al penultimo posto, a -1 dal Lecce al momento in zona salvezza. Nel primo tempo sono stati i lagunari ad essere più propositivi e l’unica vera occasione da rete è arrivata al 34′, quando Doumbiàsi è visto negare il gol da una parata di Vasquez. Nella ripresa, i toscani hannno aumentato i giri, trovando il vantaggio al 14′ con Fazzini. I veneti hanno risposto con Yeboha al 22′ e al 40′ con Busio, ma l’Empoli ha evitato il ko con la rete di Anjorin al 42′.

Entrambe hanno l’opportunità di allungare sulla zona ’rossa’, ma per gli azzurri cambia poco. A sottolinearlo lo stesso D’Aversa a fine partita. “Per come si era messa la partita ci dobbiamo ritenere soddisfatti. È un pareggio che può avere un’importanza vitale per la salvezza”. Nel primo tempo si è verificato quello che il tecnico azzurro temeva, ossia si è fatto sentire il peso della posta in palio con capitan Grassi e compagni che sono apparsi contratti e incapaci di creare pericoli dalle parti di Radu, mentre solo alcuni determinanti interventi di Vasquez hanno permesso di andare al riposo ancora in parità. “L’importanza della gara forse ci ha resi un po’ contratti all’inizio, ma abbiamo creato tante occasioni per vincerla senza riuscire a concretizzare – ha proseguito D’Aversa nel post partita –. Perderla sarebbe stata duro da digerire e invece questo gruppo, nonostante tutto, ha reagito e portato a casa il pareggio. Siamo ancora in corsa per la salvezza, dobbiamo continuare a lavorare”. Dopo il vantaggio firmato da Fazzini, effettivamente la squadra è come se si fosse scrollata di dosso un po’ di paura ed ha creato anche i presupposti per il raddoppio, salvo commettere poi due errori gravi che sono costati la rimonta del Venezia. A rimettere le cose apposto ci ha pensato il rientrante Anjorin con il suo primo gol in azzurro. “Ero talmente coinvolto, al momento del gol, che l’unico pensiero che ho avuto è stato quello di riportare subito il pallone a centrocampo per cercare di vincere – ha dichiarato il centrocampista inglese – . Volevamo i tre punti, questo però è un gol importante perché ci ha permesso di evitare la sconfitta e lo è anche dal punto di vista personale. Ho lavorato duramente nelle ultime settimane”.

Adesso all’orizzonte c’è la sfida di Coppa Italia a Bologna di giovedì prossimo. Una semifinale di ritorno che è diventata ancor più impossibile di quanto non lo fosse già prima dello 0-3 dell’andata. Inevitabile, stavolta sì, che il focus resti quindi il campionato, dove l’Empoli ha comunque rosicchiato un altro punticino al Lecce e può finalmente sorridere, incrociando al tempo stesso le dita, per l’importante recupero di Anjorin (è bastato un quarto d’ora per far capire quanto sono mancata la sua fisicità e qualità), ma anche quello del miglior Fazzini. Insomma, il segnalatore della fiducia non sarà schizzato alle stelle, ma sicuramente è un po’ più pieno della settimana scorsa. Certi errori, però, non si dovranno più commettere.

Shomurodov di nuovo decisivo per la Magica

La Roma ha concluso per 1-0 il Verona contro l’Olimpico con un gol di Shomurodov al terzo minuto e si è portata momentaneamente a due punti dal quarto posto. I giallorossi allungano a 17 partite la loro serie positiva e tengono vive le speranze di un piazzamento prestigioso in Europa.

A decidere la gara è stata la rete lampo di Eldor Shomurodov, schierato titolare al posto di Dovbyk, alle prese negli ultimi giorni con un lavoro differenziato. Sulla trequarti Ranieri schiera invece contemporaneamente i due vice Dybala (presente in panchina nonostante l’infortunio): Baldanzi e Soulè. L’argentino, reduce dal gol nel derby, ha realizzato due reti contro il Verona in Serie A e ha fatto meglio solamente contro il Cagliari (tre). Soulè lascia subito il segno, ma lo fa in veste di uomo assist: l’ex Frosinone riceve un lancio di Cristante, salta Valentini e con un tocco morbido offre la palla dell’1-0 a Shomurodov, bravo ad infilarsi in spaccata tra Coppola e Ghilardi.

Il primo tempo si chiude cosi’: con l’1-0 giallorosso e oltre il 60% del possesso palla a favore dei padroni di casa. Il piano gara del Verona è identico a quello prospettato da Ranieri in conferenza stampa: chiusura degli spazi e ricerca verticale della ripartenza. Al 49mo ci prova Bernede dopo una transizione positiva, ma Svilar (omaggiato dai tifosi con un appello alla societa’ per il rinnovo) blocca a terra. Tre minuti dopo si accende Mosquera che vince un duello con Mancini e col destro va vicino al secondo palo. Le prime mosse di Ranieri sono l’ingresso di Pisilli (per uno spento Baldanzi) e di Dovbyk (al posto di Saelemaekers e in coabitazione con Shomurodov). L’ucraino va subito vicino al gol con un mancino in girata che fa la barba al palo alla sinistra di Montipo’. E’ l’ultima, vera occasione della partita. Per la Roma è la diciassettesima gara da imbattuta in questo campionato: non accadeva dalla gestione Luciano Spalletti.

Il Parma batte i bianconeri

Il Parma ha concluso il match sul risultato di 1-0 contro la Juventus. Allo stadio Tardini la formazione di Chivu, che ha perso Vogliacco e Bernabé nei primi minuti, ha inflitto a Tudor la prima sconfitta da allenatore bianconero grazie a un primo tempo di grande intensità. La giocata vincente è arrivata proprio prima dell’intervallo con l’incornata potente di Pellegrino su assist di Valeri dalla sinistra. Nella ripresa la Juventus ha provato a rientrare in partita, ma le occasioni di Kolo Muani e Conceiçao non hanno prodotto risultati. Bianconeri superati dal Bologna al quarto posto, l’ultimo valido per la qualificazione in Champions.

Dopo un mese esatto di segnali positivi, l’effetto Tudor sembra essersi affievolito. La Juventus inciampa al Tardini, battuta 1-0 da un Parma compatto e determinato. Una serata opaca per i bianconeri, mai incisivi e troppo prevedibili, colpiti nel finale del primo tempo da un colpo di testa vincente di Pellegrino. Una rete arrivata sotto gli occhi illustri di Hernan Crespo, spettatore d’eccezione in tribuna accanto a Lilian Thuram e Fabio Cannavaro.

Si tratta del primo stop per Igor Tudor sulla panchina della Juventus. Uno scivolone pesante sotto più aspetti: non solo per l’ennesima prestazione sottotono, ma anche per le implicazioni sulla corsa Champions. I bianconeri restano quinti in classifica, a una sola lunghezza dal Bologna, ma ora con la Lazio appaiata alle spalle. A peggiorare il bilancio della serata anche l’infortunio muscolare di Vlahovic, costretto al cambio all’intervallo. Per il Parma, invece, è un successo dal sapore speciale. Dopo cinque pareggi consecutivi, gli uomini di Chivu ritrovano i tre punti e si rilanciano nella lotta salvezza, portandosi a +6 sul Venezia terz’ultimo. Protagonista assoluto il giovane Pellegrino, acclamato da tutto il Tardini al momento della sostituzione.

Chivu schiera in attacco la coppia Bonny-Pellegrino, mentre Tudor opta per Nico Gonzalez e Kolo Muani a supporto di Vlahovic. La Juventus parte con un guizzo di Locatelli, ma è solo un lampo. Il possesso bianconero è lento, prevedibile e spesso affidato a iniziative individuali. Il Parma, solido anche dopo le uscite forzate per infortunio di Bernabé e Vogliacco (sostituiti da Estevez e Hainaut), gestisce con ordine e riparte con intelligenza. Brilla la prestazione del giovane Leoni, classe 2006, già nel mirino della Juventus per il futuro.

Le occasioni migliori sono degli emiliani: prima una deviazione di tacco di Bonny su corner, poi una ripartenza sprecata da Pellegrino. Ma è lo stesso attaccante argentino a rompere l’equilibrio nei minuti di recupero del primo tempo, svettando su Kelly su cross di Valeri. È il decimo gol subito di testa dalla Juventus in campionato. L’infortunio di Vlahovic obbliga Tudor a ridisegnare l’attacco: dentro Conceicao, che si sistema con Nico alle spalle di Kolo Muani. Poi spazio anche a Yildiz, che cerca di accendere la manovra senza successo. La Juventus si affida al cuore, ma non basta. Nel finale, Tudor tenta il tutto per tutto con tre cambi contemporanei: Douglas Luiz, Weah e Costa. Ma il fortino del Parma regge senza troppi affanni. Solo un tiro dalla distanza di Conceicao scuote leggermente i guantoni di Chichizola. Una serata da dimenticare per la Juventus. Una da incorniciare, invece, per il Parma.

Rossoblu battono i nerazzurri

Il Bologna batte l’Inter 1-0, big match della domenica di Pasqua, un risultato frutto di una rete in pieno recupero di Orsolini che permette al Napoli di raggiungere in testa i nerazzurri. La partita al Dall’Ara è entrata subito nel vivo, con i nerazzurri pericolosi con Lautaro e Carlos Augusto, ma i rossoblù hanno sfiorato il gol con Dallinga, il cui tap-in è stato salvato da Pavard, Nella ripresa si è alzato il livello agonistico ma le palle gol sono state poche. Ravaglia ha sfiorato l’autorete con la palla finita sul palo ma gli emiliani si sono gettati in avanti nel finale, trovando la rete con Orsolini entrato a metà ripresa. L’Inter, pericolosa solo da calcio d’angolo nel primo tempo con Carlos Augusto e Bastoni, in questo modo si è fatta raggiungere in testa alla classifica dal Napoli a quota 71 punti. La “fatal Bologna” rischia di diventare un incubo per Simone Inzaghi e i tifosi interisti.

L’Inter a Bologna si è presentata stanca, con tutta la fatica del ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Bayern Monaco a presentare il conto e con una semifinale di Coppa Italia da affrontare nel derby all’orizzonte. L’ennesimo impegno di un periodo folle di impegni da dentro o fuori, o quasi come quello del Dall’Ara, che ha consigliato ai ragazzi di Simone Inzaghi – o costretto, in base ai punti di vista – di non giocare con il consueto ritmo, né con la rabbia e l’agonismo cui hanno abituato. Di contro il Bologna ha preso in mano il gioco dal primo minuto con personalità, pressando altissimo già dal primo tempo e mettendo in campo molta intensità andata scemando solo nella seconda parte della ripresa per ovvi motivi fisiologici. Ne è uscita una partita intensa, giocata sul filo della tensione e dell’attenzione quasi maniacale ai dettagli, ma con poche occasioni da gol. L’Inter ha sfiorato la porta di Ravaglia solamente con due calci d’angolo nel primo tempo battuti da Calhanoglu e conclusi da Carlos Augusto e Bastoni, mentre i rossoblù si sono creati l’opportunità da jackpot al 28′ quando Ndoye saltando nettamente Acerbi ha apparecchiato a Dallinga un pallone che l’olandese si è fatto deviare in corner da Pavard a Sommer battuto. Nella ripresa la tattica ha avuto la meglio sulla tecnica e sulle intuizioni, trasformando la sfida in una serie di interruzioni per falli tattici o meno che ne hanno minato lo spettacolo e la velocità. Per stappare il tutto è servito un episodio anche piuttosto casuale, ma non meno importante, e come nei drammi più riusciti è arrivato in pieno recupero con una rovesciata di Orsolini, lanciato nella mischia nel finale, con un pallone finito nel suo radar per la deviazione di Bisseck in area di rigore. Gesto tecnico, gol, via la maglia e grande festa per Bologna, ma anche a centinaia di chilometri di distanza dove a cinque giornate dalla fine si è tornati a puntare lo scudetto scattando dalla stessa linea di partenza.

Tripletta per i partenopei

Il Napoli è vivo e vegeto e risponde all’Inter nella maniera migliore, battendo nettamente l’Empoli con un secco 3 a 0 e mantenendo invariato il distacco di tre punti dalla capolista. Con un Lukaku trascinatore che segna un gol e serve due assist decisivi a McTominay (in occasione di un terzo passaggio risolutivo del belga, lo scozzese colpisce un palo) la squadra di Conte detta legge e soprattutto, diversamente da quanto era accaduto in recenti uscite, accelera nel secondo tempo con una condotta di gara convincente che costringe l’Empoli alla resa. Nelle scelte i due allenatori sono condizionati dalle numerose assenze forzate su entrambi i fronti.

Nel Napoli mancano tre titolari, tra squalificati e infortunati, mentre i toscani sono privi addirittura di nove uomini. L’Empoli esercita costantemente una fortissima pressione sulla partenza dl basso dell’azione del Napoli e gli azzurri fanno molto fatica a impostare il proprio gioco offensivo che riescono a dispiegare solo quando riescono a superare la linea di centrocampo. L’atteggiamento spregiudicato e a tratti perfino sfrontato della squadra di D’Aversa costringe la difesa del Napoli, indebolita dalle contemporanee assenze di Di Lorenzo e Buongiorno, a rimanere guardinga soprattutto sui rilanci di Vasquez che innescano costantemente gli attacchi in profondità di Esposito e Cacace, sostenuti dalle sponde di Gyasi. Il Napoli sblocca la partita al 18′ del primo tempo.

Lukaku sulla linea del centrocampo serve McTominay che si spinge con una percussione centrale fino al limite dell’area di rigore e fa partire un tiro rasoterra che manda il pallone in fondo alla rete. L’Empoli nonostante lo svantaggio non modifica la sua condotta tattica, ma i toscani nonostante l’atteggiamento propositivo, non riescono a dare una svolta alla gara. Nella ripresa le giocate offensive del Napoli si fanno più veloci e intense. I duetti tra Lukaku e McTominay si susseguono mentre Neres che nella prima frazione di gioco era stato del tutto assente dalla manovra, comincia a dare un notevole contributo alla squadra. Il raddoppio arriva al 10′ con Lukaku che riceve in area di rigore il pallone da Olivera e lo spedisce in rete con una conclusione di sinistro. Dopo sei minuti lo stesso Lukaku piazza il pallone a centro area dove McTominay colpisce di testa e mette il sigillo sulla terza marcatura della squadra. Il Napoli a questo punto è del tutto padrone del gioco e potrebbe ulteriormente arrotondare il punteggio, con McTominay che colpisce uh palo su assist di Lukaku, e con lo stesso belga con una conclusione rasoterra che sfiora il palo. Alla squadra di Conte, però, basta aver ristabilito le distanze con l’Inter per lasciare inalterate le speranze di aggancio in vetta alla classifica nelle rimanenti giornate di campionato.

Vittoria bianconera

La Juventus conclude il match contro il Lecce sul risultato di 2-1 nel match valido per la 32esima giornata della Serie A. I bianconeri si impongono con i gol di Koopmeiners e Yildiz. Nel finale i salentini accorciano le distanze con Baschirotto. Il successo consente alla formazione allenata da Tudor di salire a 59 punti e conquistare provvisoriamente il terzo posto solitario in classifica. Il Lecce rimane a quota 26 e rischia di essere risucchiato nella zona retrocessione.

La partita si sblocca dopo soli 97″: palla in verticale di Vlahovic sulla sinistra dell’area per Koopmeiners, mancino in diagonale che supera Falcone. Al 5′ replica dei salentini: Krstovic aggancia sui 20 metri, leggermente decentrato sulla sinistra, immediato il destro basso e palla che colpisce in pieno il palo. Al 7′ Vlahovic riceve un involontario errore in disimpegno della difesa del Lecce e può calciare tutto solo dentro l’area, da posizione centralissima ma spedisce alto. Dopo 11 minuti la prima sostituzione, con Tiago Gabriel, all’esordio in Serie A, che entra al posto dell’infortunato Jean. Al 20′ la squadra di casa attacca sulla sinistra, poi palla al centro verso Vlahovic che può calciare da ottima posizione in area, Tiago Gabriel mura il suo tiro e salva i suoi. Alla mezz’ora Lecce insidioso direttamente su rilancio lungo di Falcone: Krstovic prova a guadagnare posizione su Veiga per poi lanciarsi solo contro Di Gregorio. Contatto tra i due: Zufferli fischia fallo all’attaccante degli ospiti. Al 33′ arriva il raddoppio bianconero. Thuram lavora palla e scambia con Yildiz sul centro sinistra del campo, poi serve Vlahovic appena dentro l’area. Il serbo, spalle alla porta, serve il 19enne turco che batte Falcone con un tiro dal limite dell’area. Al 37′ Kelly arriva al tiro col mancino dalla sinistra dell’area. Falcone para e poi riesce anche a salvare in uscita bassa sul tentativo di tap-in di Vlahovic da due passi.

Giampaolo effettua due cambi nell’intervallo: Rebic e Sala prendono il posto di Krstovic e Gallo. Al 7′ giallo per Morente che stende Gonzalez in ripartenza. All’11 quarto cambio per il Lecce con N’Dri per Pierotti. Al quarto d’ora Vlahovic sfiora il terzo assist, cross basso e teso dalla sinistra al centro dell’area ma è leggermente lungo per Koopmeiners. Al 17′ McKennie si perde Danilo Veiga alle proprie spalle, il giocatore del Lecce mette un cross a centro area, la difesa di casa è in affanno ma alla fine Di Gregorio riesce a salvare. Al 22′ triplo cambio per Tudor: dentro Kolo Muani, Cambiaso e Weah per Vlahovic, Koopmeiners, McKennie. Per l’olandese, che si infila direttamente nello spogliatoio, c’è qualche problema fisico. Alla mezz’ora entra Conceicao al posto di Gonzalez, mentre Giampaolo termina i cambi con Helgason per Danilo Veiga. Al 39′ grave errore di Thuram che perde palla al limite e la regala a Rebic tutto solo contro Di Gregorio. Il portiere della Juve è rapidissimo nell’uscita e sventa il pericolo. Al 42′ il Lecce accorcia le distanze. Punizione dalla tre quarti di destra di Helgason e stacco di Baschirotto a centro area: palla che colpisce il palo e si infila in rete. Al 44′ Tudor si copre con Savona al posto di Yildiz. Minuti finali in apprensione per i bianconeri ma il risultato non cambia più.

I nerazzurri continuano a primeggiare

L’Inter realizza una tripletta concludendo per 3-1 contro il Cagliari a San Siro e allunga in testa alla classifica della Serie A, a +6 sul Napoli, impegnato lunedì sera in casa con l’Empoli. A decidere il match le reti di Arnautovic al 13′, Lautaro al 26′ e Bisseck al 55′ che permettono ai nerazzurri di salire a quota 71 in classifica dopo 32 giornate. Per i rossoblù, che restano fermi al quindicesimo posto con 30 punti, gol del momentaneo 1-2 di Piccoli al 48′.

Parte subito forte la squadra di casa e all’8′ Lautaro va vicino al gol: Dimarco vede l’inserimento del ‘Toro’ e imbuca, l’argentino arriva davanti alla porta un po’ defilato a sinistra e cerca il mancino, ma la palla termina sull’esterno della rete. Al 13′ i padroni di casa passano in vantaggio: Carlos Augusto in area con il petto tocca un pallone che sembra buono per Lautaro. Arnautovic irrompe e ‘anticipa’ il compagno scaricando sotto alla traversa un sinistro potente. Al 22′ chance per Lautaro ma da buona posizione complisce male di sinistro e spreca tutto. Al 25′ sardi a un passo dal pari. Lancio lunghissimo dalla difesa che coglie impreparata la difesa dell’Inter: Piccoli brucia sullo scatto De Vrij e si presenta davanti a Sommer che, nonostante scivoli poco prima del tiro, riesce a chiudere lo specchio della porta all’avversario. Gol mancato, gol subito e un minuto dopo i padroni di casa raddoppiano. Arnautovic serve in profondità Lautaro con una magia e l’argentino con lo scavetto supera Caprile per il 2-0. Al 43′ bella azione dell’Inter conclusa da Lautaro che prova la rovesciata ma conclude fuori.

L’Inter entra in campo svagata nella ripresa e il Cagliari ne approfitta per accorciare le distanze: cross da sinistra di Augello e Piccoli, lasciato solo, schiaccia di testa e supera Sommer. Al 7′ ci prova Mina dalla distanza Sommer para a terra. Al 10′ Bisseck rimette le cose a posto firmando il 3-1: angolo di Dimarco calciato perfettamente, il difensore arriva in terzo tempo e stacca di testa battendo Caprile. Al 12′ Cagliari pericoloso con Zortea che da destra mette in mezzo un pallone insidioso che si trasforma in un tiro, Sommer è attento e lo alza sopra alla traversa. Al 33′ Piccoli all’altezza del dischetto si trova un pallone molto invitante sul piede e scarica in direzione dell’incrocio dei pali. De Vrij appostato sulla linea toglie il pallone dalla porta e festeggia come se avesse segnato. Al 37′ ancora un colpo di testa di Bisseck che stavolta, seppur di poco, non inquadra la porta. Un minuto dopo Nicola esaurisce i cambi con Pavoletti al posto di Piccoli; anche Inzaghi termina le sostituzioni con Asslani per Calhanoglu. Si conclude quindi il match sul punteggio di 3-1 a San Siro.

Il derby della Capitale termina in pareggio

Lazio e Roma concludono il match con il risultato finale di 1-1 con entrambe le reti nel secondo tempo: a Romagnoli risponde Soulè con una grande rete da fuori area. Un punto a testa; ma entrambe le formazioni perdono punti dal quarto posto, che vale la Champions. I biancocelesti sono sesti con 56 punti (-3 dalla Juventus), mentre i giallorossi sono settimi a quota 54. Baroni sceglie Dele-Bashiru dietro a Castellanos, mentre in difesa c’è Gigot al posto di Gila al fianco di Romagnoli. Ranieri opta per un inedito 4-2-3-1 con Saelemaekers a sinistra nella trequarti completata da Pellegrini e Soulè. Dybala segue i compagni dalla panchina ma, chiaramente, non è a disposizione del tecnico giallorosso. Passano appena 7′ e la Lazio ha la prima, grande occasione da gol: punizione di Isaksen, Romagnoli colpisce di testa tutto solo ma centrale, ed è ottimo il riflesso di Svilar. Come prevedibile, la partita è molto spezzettata, ci sono tanti falli ma anche tanti errori tecnici e il ritmo ne risente.

Tra i più attivi in campo c’è Isaksen, che al 22′ salta sia Angelino che Paredes con un gioco di prestigio, poi scarica il destro sul primo palo dove è ancora attento Svilar. Il duello si ripete al 37′ su un buon appoggio di Castellanos, ma stavolta il tiro del danese è più comodo per l’intervento del portiere giallorosso. Si va, quindi, al riposo sullo 0-0 con la Lazio comunque più propositiva della Roma, apparsa senza idee là davanti. In avvio di secondo tempo arriva subito il vantaggio biancoceleste: punizione di Luca Pellegrini dalla trequarti, ancora Romagnoli arriva sul pallone e stavolta il suo colpo di testa è angolato e Svilar non può nulla. Proteste giallorosse per un presunto contatto falloso tra Lorenzo Pellegrini e Dele-Bashiru, ma non c’è nulla.

Al 54′ arriva finalmente la prima occasione per la Roma: è ancora un colpo di testa, Mancini trova una deviazione diretta all’angolino ma Mandas è strepitoso nell’arrivarci con la punta delle dita. E’ il segnale che qualcosa sta cambiando perchè, salvo un lampo di Zaccagni senza successo, gli uomini di Ranieri guadagnano progressivamente metri. E puntualmente il gol arriva. Saelemaekers appoggia centralmente la palla per Soulè, che dalla distanza disegna un arcobaleno con la palla che sbatte sulla parte bassa della traversa, rimbalza a terra e poi esce: frazioni di secondo di attesa, l’orologio di Sozza segnala il gol ed è 1-1 al 69′. La partita di Castellanos, al rientro da titolare, dura 73′, così come quella di Isaksen: al loro posto ecco Dia e Pedro. Lo spagnolo è subito protagonista con un mancino dal limite parato da Svilar. Il portiere della Roma è insuperabile anche un minuto dopo respingendo una deviazione di Ndicka, prima di chiudere su Dia, che da terra non riesce a impattare bene. Il ritmo cala nuovamente ma nel recupero arrivano due importanti occasioni per la Lazio: prima un guizzo di Pedro con Dia che a centro area viene anticipato, poi Noslin che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, manca l’impatto con il pallone. Il pareggio resiste fino al triplice fischio: ai punti recrimina sicuramente di più la Lazio, che ha però trovato di fronte uno Svilar statuario.

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