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I nerazzurri raggiungono il Milan

L’Inter riparte di slancio dopo il ko contro il Napoli e abbatte una Fiorentina sempre più in difficoltà. Dopo un primo tempo complicato, i nerazzurri di Cristian Chivu si scatenano nella ripresa, quando Calhanoglu (doppietta) e Sucic certificano il dominio interista siglando le tre reti che affondano i viola di Stefano Pioli.

Una vittoria che permette a Martinez e compagni di rimanere agganciati alle zone alte, raggiungendo il Milan a -3 dalla coppia di capoliste formata da Napoli e Roma. Sotto una pioggia battente e spinta dei tifosi, con la Curva Nord tornata a tifare, l’Inter parte con la voglia di fare la partita e attaccare, senza però creare grossi grattacapi alla difesa viola in avvio fatta eccezione per due colpi di testa alti di Lautaro. I nerazzurri tengono il possesso palla, non riuscendo tuttavia a trovare spazi nella retroguardia toscana che si difende con ordine. La migliore occasione capita così su un errore in disimpegno della Fiorentina, che consente a Bastoni di involarsi verso la porta: il difensore però spreca calciando addosso a De Gea in uscita. Il portiere spagnolo è nuovamente decisivo poco dopo, quando col piede salva su un mancino al volo di Dimarco da dentro l’area. Allo scadere del primo tempo è invece la Fiorentina a creare la sua prima occasione, con un destro di Kean da dentro l’area che trova la pronta risposta di Sommer. La ripresa si apre con lo stesso copione: i padrona di casa in spinta, gli ospiti chiusi in attesa di poter ripartire. Sulla strada dell’Inter c’è però un super De Gea, che si esalta prima su un destro ravvicinato di Dumfries e poi su un mancino volante di Bisseck. Il portiere spagnolo, però, non può nulla su un chirurgico destro dal limite di Calhanoglu che sblocca il risultato infilandosi nell’angolino basso. I nerazzurri non si fermano e trovano subito anche il raddoppio con una gran giocata di Sucic: il croato prima resiste a una trattenuta di Mandragora, poi con la suola mette a sedere Comuzzo e col destro trova il suo primo gol con la maglia dell’Inter che vale il 2-0. Pioli prova a scuotere i viola con i cambi dalla panchina, in particolare inserendo l’ex Dzeko per far coppia in attacco con Kean. L’italiano avrebbe la palla per riaprire la sfida sfuggendo a Bisseck a campo aperto, ma il suo mancino è troppo debole per impensierire Sommer che blocca in tuffo. Il più
classico del “gol sbagliato, gol subito” punisce i viola, perché su una rapida ripartenza Lautaro lancia il neoentrato Bonny che viene steso in area da Viti (espulso per doppia ammonizione): dal dischetto Calhanoglu non sbaglia e fa 3-0. E tutto San Siro fa partire un beffardo “Pioli is on fire”, il coro che veniva dedicato al tecnico ai tempi del Milan, mentre l’Inter riparte e la Fiorentina affonda sempre più. I nerazzurri vincono contro la fiorentina 3 a 0 nella nona giornata di Serie A.

Il Big match ai partenopei

Il Napoli si rialza dalla polvere, ritrova se stesso come per incanto, batte l’Inter e si riprende il primo posto in classifica. Il successo, però, comporta un prezzo molto alto da pagare perché alla lunga serie di infortunati (Hojlund, Lobotka, Rrahmani, Meret e Lukaku) fermi ai box si unisce anche De Bruyne, anche lui bloccato probabilmente a lungo da un infortunio muscolare. Il Napoli, tuttavia, è vivo e vitale e soprattutto nel secondo tempo, messe da parte tensioni e paure, riprende il cammino dal punto di vista tecnico-atletico.

Nella prima mezz’ora le squadre non trovano il modo di superarsi e l’unica occasione da gol scaturisce da un errore di Spinazzola che consente a Lautaro Martinez di trovarsi in posizione ideale per concludere. Il tiro dell’argentino viene però respinto da Milinkovic-Savic in uscita. Il vantaggio del Napoli arriva al 33′ su calcio di rigore trasformato da De Bruyne che spiazza Sommer, ma l’azione che prelude al gol e ciò che segue alla trasformazione segnano in maniera evidente la partita. Mkhitaryan tocca da dietro Di Lorenzo e l’arbitro Mariani fa cenno di proseguire però, appena arrivato a centrocampo sulla ripartenza dell’Inter cambia idea ed assegna il rigore. Nello scontro, però, il centrocampista armeno ha la peggio ed è costretto a lasciare il campo, sostituito da Zielinski. Ma non è finita qui. De Bruyne calcia il rigore e subito dopo si blocca per un problema nella parte posteriore della coscia. Il belga lascia il campo in lacrime e al suo posto subentra Olivera, con Spinazzola spostato a centrocampo. La reazione dell’Inter arriva subito. La squadra di Chivu chiude il Napoli nella propria metà campo e fioccano le occasioni da gol. nell’arco di pochi minuti sfiorano il pareggio Bastoni, che colpisce l’incrocio dei pali con un colpo di testa, Calhanoglu, Lautaro e Drumfies. Il Napoli, riesce comune a tornare negli spogliatoi conservando il vantaggio. Nella ripresa la partita sale tono e il ritmo si fa frenetico. L’Inter parte di gran carriera ma è il Napoli ha trovare il addoppio all’8′ con McTominay che riceve un passaggio da lunga distanza di Spinazzola, anticipa Bastoni e spedisce il pallone in rete con un gran tiro in diagonale. Il doppio vantaggio però dura soltanto sei minuti. Al 14′ su un traversone da sinistra Lautaro Martinez colpisce di testa e la palla sbatte sul braccio largo di Buongiorno. Il Var richiama Mariani che assegna il calcio di rigore. Lautaro lo trasforma, spiazzando Milinkovic-Savic. In questa fase della partita, quando ci si aspetterebbe il forcing dell’Inter a caccia del pareggio, il Napoli come per incanto ritrova se stesso. La manovra degli azzurri si fa intensa ed avvolgente e non è un caso se la squadra di Conte riesce a trovare il terzo gol. E’ Anguissa a trovare nella difesa dell’Inter un buco centrale nel quale si infila per concludere con un tiro che manda il pallone in rete. I cambi degli allenatori non modificano più il corso della partita. L’Inter non riesce a creare occasioni da gol e anzi la squadra di Chivu si arrende senza riuscire a incidere sul risultato. Il Napoli vince contro i nerazzurri 3 a 1 nella ottava giornata di Serie A.

Nerazzurri vittoriosi all’Olimpico

L’Inter sbanca l’Olimpico e porta a casa la quinta vittoria consecutiva contro il giallorossi a Roma e agguanta la squadra di Gasperini e il Napoli in vetta alla classifica di Serie A. La decide Bonny con la sua seconda rete consecutive arrivata dopo poco minuti.

Non basta il cuore e un bel secondo tempo alla Roma per superare l’ostacolo Inter. Gli uomini di Chivu sono bravi a capitalizzare al massimo l’errore in partenza dei giallorossi, ai ragazzi di Gasperini resta il secondo tempo e le tante occasioni create. Al 6′ la fiammata decisiva dell’Inter: il lanco di Barella per Bonny che elude la difesa della Roma sul filo del fuorigioco e batte Svilar. Un duro colpo per i giallorossi convinti che l’attaccante nerazzurro fosse in off side. L’Inter spinge e rischia subito il raddoppio con Mkhitaryan che ruba palla a Ndicka ma tira fuori. Sommer non è mai impegnato nel primo tempo. La ripresa si apre con una occasionissima per l’Inter: Dumfries scappa in contropiede e si presenta solo davanti a Svilar, ma questa volta il portiere respinge. Poi sale in cattedra la Roma: un minuto dopo Konè serve Dybala in area ma Sommer devia in angolo. Sugli sviluppi la punizione per fallo di Acerbi: è ancora l’argentino ad impegnare il numero 1 nerazzurro con un tiro potente. La Roma spinge ma resta sotto. Al 58esimo bella azione giallorossa, la palla arriva a Celik ma Sommer respinge. Sull’angolo Soulé fa sponda ma Dovbyk colpisce alto di testa. Poi ci prova da solo l’argentino, ma senza fortuna. La Roma ci prova ma sbatte sul fortino nerazzurro e su Sommer. Anche Dovbyk prima e Ferguson dopo non sono fortunati. L’Inter vince e raggiunge proprio la formazione di Gasperini in testa al campionato a 15 punti.Alla Roma non basta la passione. L’Inter ha battuto la Magica 1 a 0 nella settima giornata di Serie A.

Il Bologna travolge il Pisa

La formazione di Italiano, reduce dal pareggio casalingo in Europa League con il Friburgo, rifila un netto poker ai toscani nell’ultimo turno prima della sosta per le Nazionali. Partita indirizzata sui binari dei rossoblù dal rosso diretto rimediato da Idrissa Touré al 37′ per fallo da ultimo uomo.

Incontro sbloccato dal migliore in campo Nicolò Cambiaghi (24′) e chiuso nei minuti successivi all’espulsione dell’esterno nerazzurro. Al 38′ Nikola Moro raddoppia proprio sulla punizione scaturita dal fallo di Touré e pochi secondi dopo Riccardo Orsolini (40′) cala il tris con il terzo gol nelle ultime quattro uscite, tra campionato e coppa. Nella seconda frazione Jens Odgaard cala il poker al 53′. Difficile valutare la prestazione del Pisa di Gilardino, condizionato fortemente dall’inferiorità numerica dopo aver disputato una prima mezz’ora di discreto livello. Seconde linee in campo per Italiano a pratica già archiviata. Fuori Orsolini dopo 45 minuti e Castro tenuto a riposo con staffetta Dallinga-Dominguez in sostituzione dell’argentino. Rifiatano anche Ferguson e Lykogiannis. Nel finale esordio in Serie A per il 17enne Louis Thomas Buffon, figlio dell’ex leggenda della Juventus Gianluigi e ora giocatore del Pisa. Bologna che riparte alla grande dopo il pareggio deludente di Lecce e si issa in settima posizione con 10 punti. Pisa che resta in ultima piazza con 2 punti. Al rientro dalla pausa nazionali la squadra di Italiano volerà a Cagliari, mentre gli uomini di Gilardino ospiteranno il Verona in una partita già delicatissima in ottica salvezza. Il Bologna ha battuto il Pisa 4 a 0 nella sesta giornata di Serie A.

Napoli KO a San Siro

Un Milan concreto e convincente supera per 2-1 a San Siro un Napoli privo di molti giocatori nel reparto difensivo. Alle reti di Saelemaekers e Pulisic nel primo tempo risponde De Bruyne dal dischetto nella ripresa, con la squadra di Allegri che resiste per oltre mezz’ora in inferiorità numerica.

Dopo nemmeno tre minuti, alla prima occasione utile, i padroni di casa sbloccano il risultato. Pulisic sgasa sulla sinistra, salta secco Marianucci e serve dalla parte opposta Saelemaekers, il quale si inserisce con i tempi giusti e batte Meret con il piatto destro. All’11’, i partenopei hanno una doppia chance ravvicinata. Gutierrez si inserisce dalla sinistra per impattare di testa un cross di Politano, ma si fa respingere la conclusione aerea da Maignan. Sul prolungamento dell’azione, McTominay si presenta al tiro con il destro ma il portiere francese è ancora bravo a deviare lateralmente e salvare i suoi. I rossoneri, dopo qualche minuto di apprensione, tornano a farsi vedere al 27′ e sfiorano il raddoppio quando Fofana, lanciato a rete da una perfetta verticalizzazione di Pulisic, calcia alto con il mancino. Il 2-0 è nell’aria e arriva al 31′. Pavlovic se ne va tra Politano e Anguissa e serve Fofana al centro, che di prima intenzione appoggia il pallone a Pulisic, destro secco dell’ex Chelsea che trafigge Meret, complice anche una deviazione di Juan Jesus. Al 37′, i campioni d’Italia in carica lamentano la mancata assegnazione di un possibile calcio di rigore per fallo su McTominay, sul quale il Var non interviene. Al 43′, Politano serve una palla al bacio al centro dell’area che Anguissa impatta però male, graziando Maignan da ottima posizione. Gli uomini di Conte spingono forte a inizio ripresa e al 10′ si procurano un rigore per atterramento di Di Lorenzo in area, con Estupiñan espulso grazie all’ausilio del Var. Sul dischetto si presenta De Bruyne, che spiazza Maignan e accorcia le distanze. Al 24′, Allegri mette in campo Leao a 42 giorni dalla sua prima e finora unica presenza in stagione. In avvio di recupero, Neres prova a pescare il jolly con un bel sinistro a giro dal limite che, dopo una leggera deviazione di Modric, tocca l’incrocio dei pali ed esce. L’esterno brasiliano ci riprova allo scadere dalla stessa mattonella, ma Maignan devia in tuffo. I sette volte campioni d’Europa resistono e, al fischio finale, possono festeggiare la conquista di tre punti fondamentali. Grazie a questo successo, il Milan raggiunge Napoli e Roma in vetta alla classifica a quota 12. Milan batte Napoli 2 a 1 nella quinta giornata di Serie A.

Napoli in fuga

Il Napoli soffre ma batte il Pisa (3-2) e si lancia a punteggio pieno nella prima fuga del campionato in vetta alla classifica. La partita non è per niente agevole per la squadra di Conte perché i toscani si difendono con ordine e con determinazione e superare lo schieramento che Gilardino dispone a difesa della sua area di rigore non è compito agevole.

Conte fa turnover, cambiando qualche pedina: De Bruyne è l’unico superstite della mediana titolare, Anguissa e Lobotka partono dalla panchina. Di fronte un Pisa che si schiera col 3-5-2 e rischia di avere subito una clamorosa chance per il vantaggio, quando De Bruyne stende Leris in area. L’arbitro però annulla il rigore per un precedente tocco di mano, chiamata al limite del Var e grosso rischio per il belga. Il Napoli riprende subito il focus del gioco e si vede annullare il vantaggio, siglato da Elmas, ma la partita è decisamente equilibrata nella prima mezz’ora. La rete che cambia tutto arriva al 39′, sulla prima disattenzione difensiva dei toscani: Spinazzola brucia Leris e la mette dietro per Gilmour, che insacca l’1-0. Scelta vincente di Conte, dunque, quella sullo scozzese.
Il Pisa spreca il pari proprio con Leris e nella ripresa alza il baricentro, complici anche i cambi di Gilardino. Nasce così il pari, che arriva su rigore: Nzola trasforma dal dischetto, evidente il mani di Beukema in area. Siamo al 60′ e il Napoli, che reinserisce Lobotka e Anguissa, non perde comunque il controllo delle operazioni. Passano tredici minuti e Spinazzola firma il nuovo vantaggio: tiro che sorprende Semper, non esente da colpe, e 2-1. Entra anche Lucca, che sembra chiudere la sfida all’82′ sull’assist di McTominay. La gara è però apertissima e il Pisa lo dimostra, divorandosi un gol fatto con Tramoni e accorciando le distanze. Ci pensa Lorran, giovane fantasista ex Flamengo e arma della disperazione di Gilardino, che sfrutta l’assist di Angori. Colpevole la distrazione di Giovanni Di Lorenzo, che si fa rubare palla in area e non è esente da colpe neanche al 92′ quando Angori sfiora il pari, ma era tutto fermo per offside. Nel finale il Pisa spinge a caccia del pari, ma un Napoli irriconoscibile e impaurito riesce a gestire il risultato, non senza affanni. Vincono 3-2 i campani, nonostante il grande finale di Cuadrado e compagni. Conte resta in testa con 12 punti, +2 sulla Juventus e +3 sul Milan e sulla Roma, l’Inter resta a -6. Pisa fermo a un solo punto, ma i toscani possono sorridere: degne di nota le prove contro Atalanta, Roma e Napoli. Napoli batte Pisa 3 a 2 nella quarta giornata di Serie A.

La rivincita del Diavolo

Soddisfazione in casa rossonera. Nel segno di Luka Modric. Un gol del 40enne croato infatti regala i tre punti al Milan nella delicata sfida con il Bologna, permettendo alla squadra di Massimiliano Allegri di portarsi a +3 dall’Inter e restare in scia alle altre big nei piani alti della classifica. Una vittoria che porta la firma della qualità di Modric, faro anche nei momenti più complicati della gara contro i rossoblu di Vincenzo Italiano, che tengono a lungo il pallino del gioco (finendo col 61% di possesso palla) ma senza mai dare l’impressione di poter essere veramente pericolosi.

E per i rossoneri, che perdono però Maignan e Pavlovic per infortunio (rispettivamente risentimento al polpaccio destro e risentimento al flessore sinistro), si tratta della seconda gara consecutiva senza subire gol, altro segnale positivo per Allegri.
Il Milan, nel silenzio della Curva Sud (che ha annunciato la sospensione del tifo a tempo indeterminato a San Siro) parte in attacco, con Rabiot all’esordio in maglia rossonera e Modric subito protagonisti. La prima occasione è per Gimenez, il cui mancino è ben parato da Skorupski. Il Bologna dal nulla colpisce, un tiro di Orsolini deviato porta Cambiaghi a battere Maignan, ma l’ex Atalanta parte in fuorigioco e l’arbitro annulla con la conferma del Var.
L’avvio della gara è frizzante, con il Milan che colpisce anche un palo con un destro di Estupinan, ma a poco a poco il Bologna prende in mano il pallino del gioco, mentre i rossoneri si chiudono nella propria metà campo. Allo scadere del primo tempo, però, da corner il Milan crea un altro pericolo, con un colpo di testa di Loftus-Cheek su cui Gimenez arriva in leggero ritardo e colpisce il palo esterno. A inizio ripresa Allegri perde Pavlovic e Maignan per infortunio. Il Bologna continua a fare la partita, un errore di Lucumì però offre una buona occasione a Gimenez il cui mancino però si spegne a lato. È un messaggio chiaro ai rossoblu, perché pochi minuti dopo il Milan si invola in ripartenza, Saeleamekers imbuca per Modric che col piattone batte Skorupski diventando il sesto quarantenne a segnare nella storia della Serie A (dopo Ibrahimovic, Costacurta, Piola, Quagliarella e Vierchowood) nonché il centrocampista più anziano.
Nel finale c’è spazio anche per Nkunku, che, all’esordio in rossonero, si conquista subito un rigore poi però revocato dal Var: decisione che scatena l’ira di Allegri, espulso per proteste. È l’ultima emozione, il Bologna non ha le forze per l’assalto finale e i tre punti sono del Milan. Una vittoria serve ad entrambe le squadre per non perdere contatto con le rivali più in alto in classifica. Milan batte il Bologna 1 a 0 nella terza giornata di Serie A.

I nerazzurri perdono a San Siro

L’Udinese compie l’impresa e sbanca San Siro con una rimonta da manuale. Dopo il vantaggio iniziale di Dumfries, i friulani ribaltano tutto nel primo tempo con Davis su rigore e una perla di Atta. Nella ripresa, la squadra di Runjaic resiste con ordine agli assalti nerazzurri e porta a casa tre punti pesantissimi. Per Chivu, una battuta d’arresto che riporta l’Inter con i piedi per terra dopo il 5-0 al Torino.

L’Inter parte forte ma si fa sorprendere da un’Udinese cinica e ben organizzata. Dopo il vantaggio firmato Dumfries, i friulani ribaltano tutto con Davis su rigore e una perla di Atta. La squadra di Chivu paga alcune disattenzioni difensive e una gestione troppo frenetica del possesso, mentre Runjaic può sorridere: l’Udinese ha mostrato carattere, compattezza e qualità nelle ripartenze. Il secondo tempo si preannuncia incandescente. I ragazzi di Runjaic espugnano 2-1 il Meazza issando sulle torri una bandiera bianconera. I colori dell’Udinese e della Bretagna, la casa di un Atta formato “chapeau”. L’Inter, ferita nell’orgoglio, rientra ad Appiano sconsolata dopo i cinque gol rifilati al Torino alla prima giornata. Un passo indietro su cui Chivu dovrà lavorare durante la sosta, figlio dei soliti fantasmi che tormentano il capo di chi guida i nerazzurri. La difesa, stavolta con Bisseck a mo’ di capro espiatorio, ha tradito di nuovo. L’unico reparto in cui i nerazzurri non si sono rinforzati. Il gol di Dumfries arriva al 17’, ma un 30% di merito è da attribuire a Lautaro. Il “Toro” salta Kristensen a metà campo con una finta e serve Thuram. Il francese si fa una decina di metri palla al piede, appoggia a Dimarco e si fa ridare il pallone, servendo l’olandese nello spazio con il piattone. Denzel sfugge a Solet – osservato speciale dei piani alti nerazzurri – e sigla il più facile dei gol. L’Udinese pareggia su rigore al 29’ dopo la revisione al Var (l’audio non arriva in tv e a tutto lo stadio per un problema a Lissone). Fa tutto Dumfries: braccio largo, penalty netto. Davis spiazza Sommer e infila l’1-1, prima di lasciare il trono da protagonista ad Atta. Il bretone punge i nerazzurri al 40’ con un destro all’angolino dal limite dell’area. Bisseck indietreggia e lo aspetta senza intervenire, lui fa gol.

La Magica riparte con una vittoria

La Roma batte 1-0 il Bologna allo Stadio Olimpico nella sfida della prima giornata di Serie A 2025/26, in basso gli highlights. I giallorossi iniziano con una bella vittoria la nuova stagione e promette già bene. La prima occasione è di Ferguson, l’uomo dell’estate giallorossa, ma Skorupski è attento. La Lupa è aggressiva e pressa forte con l’irlandese che impegna ancora il portiere rossoblu. Al 15’ ancora l’ex Brighton si divora il primo gol in A sfiorando il palo dopo una gran giocata su Lucumì. Cristante colpisce il legno al 23’ sul corner di Soulé perfetto al centro. La serata del Bologna si complica al 29’ quando Immobile è costretto al cambio per un problema muscolare. Entra Castro e proprio il Tata ha la palla più pericolosa per i felsinei al 40’ ma il tiro è alto.

La ripresa ci racconta subito di un Bologna diverso e Castro pareggia il conto dei legni trovando la traversa. La Roma torna quindi a mettere pressione e passa al 53’. Lucumì fa un errore grossolano e Wesley ne approfitta battendo Skorupski con un diagonale preciso. Orsolini prova a rispondere subito ma è Koné a divorarsi il raddoppio sprecando a tu per tu con il polacco. Arrivano i cambi con diverse entrate fra cui quelle di Dybala e Bernardeschi. Proprio l’azzurro ci prova con una giocata al minuto 81 ma Ndicka devia in angolo. Nel recupero però è ancora la Roma a sfiorare il 2-0 con Dovbyk che perde una chance clamorosa e con un sinistro di Dybala deviato. La Roma trova così i primi tre punti della stagione e ora va a Pisa alla prossima. Per il Bologna uno stop preventivabile ma ci si può rifare la prossima in casa contro il Como. Dopo una decina di minuti i padroni di casa possono archiviare il match ma Koné, servito magistralmente da Ferguson, spreca un’occasione colossale. Da qui una girandola di cambi per Gasperini: prima El Aynaoui, quindi Dybala e Dovbyk, nel finale Rensch. La Roma resiste, senza rinunciare a costruire, e porta a casa i primi tre punti della stagione.

Cremonese soprendente all’esordio

La Cremonese, che si è presentata davanti a circa 75.000 spettatori, di cui circa 4.000 suoi tifosi, esordisce con una bella vittoria da inserire agli annali del calcio italiano. Il tecnico rossonero ha evidenziato quali sono state le lacune della sua squadra in un match che, per sua stessa ammissione, ha visto la Cremonese vincere “senza rubare nulla”. Toccando diversi argomenti, Allegri non si è sottratto a nessuna domanda e, come sempre da gentleman, ha fornito la sua spiegazione sulla sconfitta e su tutto ciò che attualmente ruota in maniera negativa attorno alla squadra.

Quattro minuti e subito prima occasione: Loftus-Cheek trova Fofana, l’appoggio del francese per Gimenez è corto ma arriva comunque il tiro, Baschirotto devia in angolo. Ancora Milan al 19′: lancio di Gabbia per Gimenez, gol del messicano ma Collu annulla per fuorigioco. Si accendono anche i grigiorossi: 23′ Bonazzoli calcia dal limite, Maignan si distende alla sua sinistra e mette in angolo. Dopo un tiro di Pezzella che va sull’esterno della rete arriva il gol della Cremonese: controcross di Zerbin sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto lungo, Baschirotto stacca solo in area ed è 0-1. Il Milan fatica a reagire ma mantiene il controllo del gioco e torna a pungere nel finale di primo tempo: 44′ sugli sviluppi di un corner Gimenez raccoglie una palla respinta male da Audero, il suo tiro sfila a lato. Recupero del primo tempo, Saelemaekers punta Zerbin e vince il contrasto, scarica a Estupiñan: il cross dell’ecuadoriano trova Pavlović che di testa insacca in rete.

Ripresa con un cambio: fuori Estupiñan, dentro Jiménez. Subito dieci minuti di un Milan più intenso rispetto a quanto visto nella prima frazione: al 47′ sfonda a destra Loftus-Cheek, scarico per Tomori e tiro debole tra le braccia di Audero; al 52′ Modrić dal limite, sempre Audero alza sopra la traversa; al 53′ angolo lungo, sinistro di Pulisic dal limite e respinta incerta del portiere dei grigiorossi che non trova tap-in; 54′ cross di Saelemaekers, Fofana costringe ancora Audero all’intervento. Poi arriva il 61′: Baschirotto intercetta, apre per Pezzella e dal cross Bonazzoli tira fuori dal cappello a cilindro una mezza rovesciata che infila Maignan e fa 1-2. La reazione c’è ma è poco veemente, con il solo Pulisic che al 63′ sfiora l’incrocio. Nella mezz’ora finale i rossoneri attaccano con generosità ma senza davvero impensierire la porta grigiorossa, e la partita si spegne fino al triplice fischio.

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