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Solo un pareggio nel big match per lo Scudetto

Il Napoli agguanta il pareggio al tramonto del big match con l’Inter al Maradona con un gol che è arrivato dalla panchina e con una mossa vincente di Conte. Con la grinta e il carattere di chi non ha intenzione di cedere di un millimetro. Billing risponde a Dimarco e la sfida scudetto finisce senza ne vincitori e neppure vinti. Tutto inalterato in classifica con l’Inter in testa avanti di un punto sul Napoli che insegue a stretto giro di ruota. Il tutto al temine di un match in cui gli azzurri hanno giocato, ci hanno provato, mancando probabilmente qualcosina sotto porta. Pronti via e si capisce subito che sarà una partita maschia, dura, spigolosa: come due pugili sul ring disposti a suonarsele di santa ragione per non cadere al tappeto. Il Napoli fa sentire centimetri e peso specifico dei suoi uomini.

Inevitabile la super sfida del genere, poi a fare la differenza risultano gli episodi. Il primo acuto è di marca azzurra con un’incursione sulla solita catena di destra che McTominay per un soffio non trasforma in oro. I campioni d’Italia faticano ad uscire dalle corde ma quando lo fanno si presentano con un colpo d’incontro che rischia di far male. Corre il 22′ e Dimarco si inventa un gran gol su calcio di punizione da oltre 20 metri. Il numero 32 disegna una parabola perfetta con il sinistro che si infila nell’angolino alto della porta difesa da Meret. Una rarità per l’Inter che non segnava su punizione diretta da oltre due anni (novembre del 2022). La rete è una doccia fredda sotto la pioggerellina del Maradona. Gli azzurri accusano il colpo, ma hanno il merito di restare in partita. La squadra di Conte riprende a macinare gioco, azioni ed anche occasioni, ma paga dazio in termini dii concretezza sotto porta.

Gilmour nella terra di mezzo si inventa un’apertura no look per Lukaku che in area, di sinistro, al volo, centra solo l’esterno della rete (34′). Sale l’intensità dei padroni di casa che un attimo dopo sfiorano il pari con Raspadori (ben imbeccato da Rrahmani) che cerca finalmente la profondità elude anche Martinez ma poi cincischia sul pallone e dilapida l’occasionissima. Il Napoli alza il ritmo, il Maradona aumenta i decibel. Proteste nel momento clou del match per un fallo di mano di Dumfries in piena area neroazzurra non ravvisato dall’arbitro (e neppure dal Var). Ma l’Inter non resta a guardare ed alla prima occasione può fare male. Ci vuole il sacrificio con il corpo di Rrahmani per evitare a Dimarco la doppietta (41). Prima dell’intervallo occasioni da una parte e dall’altra. Lukaku in scivolata sembra già esultare se non trovasse Bastoni in versione Rrahmani che si salva in corner. Non è finita: in pieno recupero Buongiorno chiude in diagonale sul solito Dimarco rifugiandosi in corner.

Nella ripresa il Napoli parte subito in quarta mentre l’Inter perde Dimarco ed è costretta a cambiare anche modulo (Inzaghi passa al 4-4-2). La pressione azzurra si sente, l’Inter rintuzza. Manovra avvolgente del Napoli con Lobotka che spedisce alto una bella sponda di Lukaku (13′). McTominay ci prova con un missile terra aria di destro ma trova i guantoni di Martinez. Conte alla mezzora effettua il primo cambio: fuori Raspadori e dentro Okafor. Poco dopo c’è spazio anche per Billing che prende il posto di un convincente Gilmour. La mossa di si rivela vincente: sull’ennesima incursione azzurra Lobotka serve Billing che di sinsitro esalta Martinez ma sula ribatturta il suo destro è vincente. E pensare che nel recupero prima McTomnay e poi Ngonge avrebbero potuto completare la rimonta. Finisce così, ma il Napoli c’è e ci sarà fino alla fine. I nerazzurri sfiorano il colpo gobbo al Maradona.

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